La pineta vista da vicino. Da notare le numerose processionarie sugli alberi (27/03/2005 e ora 06/01/2010)...

LA Processionaria del pino (Thaumetopoea pityocampa, recentemente rinominata Traumatocampa pityocampa, ordine Lepidotteri) è un insetto che può provocare, ma solo allo stadio larvale, notevoli danni alle conifere, principalmente pini e a volte anche larici e cedri; le larve defogliatrici infatti, quando si insediano su un pino, possono in poco tempo divorare un'enorme quantità di aghi indebolendo la pianta e rendendola più soggetta agli attacchi di altri parassiti. Inoltre, in caso di infestazione massiccia, i pini si sviluppano male e più lentamente. Tutto questo a lungo andare può provocare la morte della pianta. Il nome curioso deriva dall'abitudine che hanno le larve di questo insetto di disporsi in lunghe file (in ««processione»») durante gli spostamenti. La processionaria può essere pericolosa anche per uomini e animali: il contatto dei loro peli urticanti con la pelle e con gli occhi provoca fastidiose irritazioni. La presenza di questo insidioso parassita è facilmente individuabile dai caratteristici e vistosi nidi (vedi foto sopra)- un groviglio di aghi e bava - che possono raggiungere le dimensioni di un melone. Solitamente scelgono le piante situate nei punti più aperti e soleggiati. Il ciclo vitale inizia a luglio con la deposizione delle uova da parte della femmina adulta (un'innocua farfallina di colore grigio-marroncino) intorno a due aghi; al termine dell'ovodeposizione si nota un involucro a forma di ««manicotto»» (ovatura) ricoperto da squame argentate che si sono staccate dall'addome della femmina. Dopo 4-6 settimane nascono larve con il corpo grigio-ocra, ricoperto da peluria rosso-ruggine. Durante l'estate si riuniscono in nidi provvisori, poi, verso ottobre, costruiscono i nidi invernali, dove resteranno fino a primavera; in questa stagione escono dal nido e iniziano l'attacco alle foglie, fino a lasciare molti rami spogli. Alla fine di maggio i bruchi scendono dall'albero, si interrano e si incrisalidano; a luglio incominciano a sfarfallare gli adulti. 

La lotta contro la processionaria non è semplice, soprattutto se il parassita si insedia in pinete di grandi dimensioni o in ambienti urbani dove non è possibile usare prodotti chimici tossici per l'uomo. Per contrastarne la diffusione si può agire su diversi fronti: meccanico, chimico- microbiologico e biologico. Il primo consiste nell'asportazione dei nidi dall'albero colpito e nella loro distruzione mediante bruciatura; questo intervento si può dall'inizio dell'autunno fino a febbraio-marzo. E' importante prendere delle precauzioni proteggendosi con guanti, tute e mascherine in modo da evitare ogni contatto con i peli urticanti. La raccolta dei nidi è possibile solo se sono facilmente accessibili e se il loro numero è limitato in quanto comporta dei costi alti.  La processionaria

E' anche possibile, ma più complicato, asportare le ««ovature»» in estate. La lotta microbiologica si avvale già da diversi anni di un insetticida, non tossico per l'uomo e la maggioranza degli animali, a base di Bacillus thuringiensis var. kurstaki, un batterio che agisce per ingestione. Viene irrorato sulle piante colpite tra settembre e ottobre e può raggiungere, usando apposite pompe, anche le parti più alte della chioma. Un altro metodo atossico consiste nell'uso di ferormoni e trappole sessuali con le quali si catturano i maschi, impedendo così la fecondazione delle femmine. Esistono altri metodi di lotta biologica, ancora in fase di sperimentazione, che sfruttano alcuni virus e parassiti fungini ai quali la processionaria è sensibile. Sarebbe anche bene cercare di rispettare alcuni Ditteri e Imenotteri che sono antagonisti naturali della processionaria: Phryxe caudata, Formica rufa, Erigorgus femoratus, Xanthandrus comptus. In Italia la lotta contro la processionaria del pino è regolata fin dal 1926 da apposite leggi che rendono la difesa da questo parassita obbligatoria. Ora queste leggi sono state aggiornate dal D.M. 17/4/98 con il quale si ribadisce l'obbligo della lotta alla processionaria ««nelle aree in cui la presenza dell'insetto minacci seriamente la produzione o la sopravvivenza del popolamento arboreo o possa costituire un rischio per la salute delle persone o degli animali»». I proprietari di piante attaccate dalla processionaria del pino sono obbligati a comunicarlo al Servizio fitosanitario regionale, che provvederà a ««stabilire le modalità di intervento più idonee»». La nuova legge si è resa necessaria in quanto sta aumentando la diffusione del parassita.

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