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“Quando i piccoli dovevano fare i grandi”… Dedico
questo mio racconto a tutti i giovanissimi che non si rendono conto di
tutto il ben di Dio che hanno: un letto caldo, una casa con tutti i
confort, divertimenti, giocattoli di ogni genere! Quindi ringraziate
sempre il Signore per quello che avete! Il mio augurio è che possiate
averlo sempre. Io
e mio fratello non avevamo giocattoli e quel giorno lungo il fiume
avevamo preso due pezzi di legno fantasticando che fossero due
barchette. La mia si era incagliata al tronco di un albero. Io sono
andato per liberarla tenendomi con una mano al grande tronco ma la mano
piccolissima non è riuscita ad abbracciare il tronco e sono andato a
testa in giù nel fiume. Avevo
6 anni, mio fratello Luigi ne aveva 9. Fatto
accaduto nel 1958, località jòveto (Ovidio). Ero un grigio giorno di autunno e a pascolar le mucche noi stavamo, 2
fratelli piccoli bambini lungo il corso del fiume giocavamo; il
fiume di Papacqua stava in piena e caffellatte era il suo colore! L’aria
era fredda e assai pungente come se tutto questo non bastasse sono
caduto a testa in giù nel fiume e mi ha trascinato la corrente! Mi
rotolava come uno straccetto e su e giù di colpo mi mandava, a
ogni grido con quell’acqua in bocca mio fratello mi si avvicinava! E’
stato svelto a rompere un ramo e lo stendeva verso la mia mano, con
tanta forza e disperazione fuori dal fiume lui mi ha riportato! Abbiamo
acceso un grande focheraccio fra brividi e battiti di denti, piano
piano mi sono riscaldato: questa era la vita di noi piccoli e innocenti! Fernando D'Innocenzo
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