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MONTE AURUNZO O
monte Aurunzo! Con la tua imponenza, se solo tu potessi a noi parlare! Chi
più di te potrebbe dirla vera, chi meglio lo potrebbe raccontare, dei
secoli passati di quell’era, com’era fatto il volto di quell’uomo
che su
di te staccò la prima pietra?! Con le tue pietre cotte con la legna ne hanno ricavato della calce; quante
fatiche quanto sofferenze per spegnerle nei pozzi ancora calde! E
da quel giorno tu per primo hai visto come potesse nascere un paese Nella
miseria e nella sofferenza senza salario alla fin del mese. L’intelligenza di quell’artigiano artista con la mente e con la mano, ha
costruito questo splendido paese chi sa chi mai lo avesse battezzato, fatto con calce e con pietra bella, tu sacerdote di scogli rocciosi hai dato a lui il nome di Petrella, le
spumeggianti sorgente del Liri hanno contribuito per natura per poterlo
chiamar Petrella Liri! Tu
hai contribuito in ogni modo con i tuoi pascoli all’epoca importanti E
ancora oggi tu senti quell’eco di calpestio di pecore e cavalli. La
primavera è sempre la più bella! Sprigioni sempre un sacco di profumi: primule
viole, di mentuccia e quell’aroma della finocchiella! Tu
bello e verdeggiante come sempre, ogni volta hai ospitato tutti noi E
oggi più di eri non ci stupisci sovrastato da stormi di grifoni: L’uomo
di fede segue il suo destino e s’incammina verso quella vetta, con
passo mesto porta quella croce pregando Dio che tanto ama e rispetta, sopra
di te quell’uomo l’ha posata simbolo di fede e di credenza! Che
possa il Signore benedire questo splendido paese che è Petrella! Fernando D'Innocenzo |