UN GIORNO DA GRIFONE

Passo a Petrella un po’ fuori stagione;

non c’e nessuno; che desolazione!

Dalla Galera fino da Storcione

non senti un fiato che esca da un portone.

Non ho, dico, la minima occasione,

d’imbattermi in un paio di persone

che attirino un po’ la mia attenzione.

Forse questa sarebbe  presunzione.

Poiché ho tanta voglia  ed intenzione

di prendere qualcosa da Il Grifone,

entro dentro per la consumazione

e mi capita la solita visione;

gli stessi amici, come a una stazione:

Feroce con Giovanni di Burone,

Toto ‘e Pucitto e il figlio di Pelone;

c’è sempre Mariapia dietro al bancone.

Saluto tutti, con il mio vocione;

alzo il volume, come fa un   cafone,

per risvegliare e attrarre l’attenzione

del dormiente e pensoso Cicerchione,

che appartato, seduto  in un cantone,

con il suo cappelletto ed il bastone,

russa, ma sembra stia in meditazione,

e si brontoli  addosso un’orazione.

Poco più in là, la stessa situazione:

 noto che c’è altra gente nel salone;

qualcuno guarda la televisione

seguendo una partita di pallone.

Nessun commento, quando c’è un’azione

oppure un fallo od una punizione.

Poi c’è chi gioca a briscola e scopone;

dopo un tresette  c’è la discussione....

Ma perché, poi, cercare confusione?

Ad agosto ne avremo a profusione;

vedremo, in pochi giorni, una riunione

o, forse direi meglio, esposizione

di macchine, di moto e di persone,

 di tipi d’ogni ceto ed estrazione;

e allora, certo, cambierai opinione.

Questo, per molti, è una benedizione,

ma se saremo qui, per  l’Assunzione,

vedremo  tanta gente,  in processione,

che  riscopre folklore e devozione.

Noteremo, non dico ostentazione,

ma, direi forse, un po’ di esibizione

di chi vorrebbe dare l’impressione

d’aver, ormai, una certa posizione

e aver cambiato ceto e condizione

e vivere in un’altra dimensione.

La filastrocca chiude, in conclusione,

con una breve e scarna riflessione:

qui nulla cambia; qui, storia infinita,

trascorri il tempo a far girar le dita;

e rivangando i casi della vita,

cerchi il compagno per una partita.

 

 

 

 

(Gerardo Rosci)

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