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Il Monte Velino e la Valle del Sagittario
IL
SIGNORE DEL VENTO
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"Nasce nelle
eccelse rupe
et balze il voltore...
...per gli nostri monti
se ne vanno trovando"
Costanzo Felici, 1573
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Il
Grifone:
Il Gyps Fulvus è il nome
scientifico di un avvoltoio che può pesare anche 9/10 chilogrammi con
una apertura alare che può variare da 240 a 280 centimetri.
Per quanto riguarda il piumaggio, questo si caratterizza per il colore
bruno fulvo e per la punta delle penne di colore nero.
Caratteristiche sono le penne che ricoprono la testa: brevi, setolose e
biancastre. Alla base della testa delle piume formano il tipico collare
che, nei giovani, ha un colore marrone e, negli adulti, bianco.
Non esiste dimorfismo sessuale e quindi maschio e femmina non sono
immediatamente distinguibili.
Da
dove provengono:
Gli animali liberati
provengono quasi tutti dai centri specializzati di diverse località
spagnole: Extremadura, Catalogna, Navarra e Aragona, Castilla La Mancha.
Abitudini:
E’ un animale gregario e quindi
vive e si sposta in colonie numerose e nei momenti di riposo e nella
fase di nidificazione è essenziale per il Grifone poter disporre di
pareti rocciose poco accessibili circondate da praterie e pascoli con
disponibilità di cibo non indifferente.
La ricerca del cibo:
Avvista le fonti di alimentazione
grazie alla sua vista ottima durante i voli di perlustrazione che
vengono effettuati in modo che, i diversi individui, si tengono in
contatto visivo e, appena uno di loro avvista una carcassa, e scende a
terra, gli altri lo seguono e sul terreno si riuniscono tutti i membri
del gruppo. Le fonti di alimentazione sono carcasse di animali selvatici
ed in particolare cervi, caprioli, camosci, cinghiali e altro e di
animali domestici come equini, bovini, ovini e caprini.
Quindi, chiariamo una volta per tutte che affermare che il Grifone
arreca danno agli allevatori e agli agricoltori è falso, perché,
nutrendosi di animali morti, evitano che si diffondano malattie e
possono considerarsi veri e propri “spazzini” delle montagne.
La
colonia del Monte velino:
E’ costituita da circa 80
esemplari, tra i quali, diverse coppie, si riproducono regolarmente, per
cui, il reinserimento ha avuto pieno successo e la popolazione è in
incremento. Un ricercatore del Centro Studi ci ha confermato che durante
il controllo della colonia di grifoni è stato avvistato un esemplare
dotato di un anello di riconoscimento non usuale; un controllo della
tipologia dell’ anello e della sua sigla ha permesso di identificare
quell’ esemplare come un Grifone proveniente dalla Croazia, a riprova
delle lunghe distanze percorse da questi animali. Comunque, questo
Grifone è entrato a far parte ormai a tutti gli effetti della colonia
del Monte Velino.
Durante
l’ inverno:
Indubbiamente, in inverno, il
clima sfavorevole rende molto difficoltoso il reperimento di cibo da
parte dei grifoni, per cui sono stati pedisposti dei punti di
alimentazione necessari per garantire il cibo durante questo periodo
dell’ anno, ma anche durante le fasi della reintroduzione per
garantire il cibo, in attesa che i Grifoni diventino padroni del
territorio.
Queste attività, insieme a quella di attenta sorveglianza del
territorio le dobbiamo alla presenza delle strutture del Corpo forestale
dello Stato coadiuvate da personale specializzato e ricercatori. Queste
strutture, visto il successo della reintroduzione, dimostrano di essere
valide ed efficienti. Molto influisce anche la motivazione e la
determinazione di queste sentinelle della natura: i forestali e i
ricercatori che con loro collaborano.
La
storia:
In Italia la specie si è
estinta, nell’ Appennino centrale, prima del diciannovesimo secolo.
Le cause sono diverse, come le uccisioni dirette, il prelievo dei
giovani dal nido per scopi alimentari, e un fattore determinante è
stata la diminuzione del pascolo brado e una maggiore sorveglianza del
residuo bestiame pascolante, per cui anche i capi morti erano
accessibili difficilmente ai grifoni.
Quest’ ultimo aspetto, cioè la diminuzione del bestiame allevato a
pascolo brado, è strettamente legata ai profondi cambiamenti che, in
Abruzzo, ha subito l’ economia tradizionale, un tempo largamente
basata, oltre che sull’ agricoltura, in larga parte sulla pastorizia.
Il
futuro:
Per quanto riguarda il futuro
abbiamo accennato alla iniziativa del reinserimento della specie, che
procede con successo. Questo reinserimento fa parte del “progetto
grifone”, che segue a quello della reintroduzione del corvo imperiale
nell’ area del Monte Velino.
Il “progetto grifone” coinvolge il massiccio del Monte Velino e la
Valle del Sagittario, dove esistono delle condizioni favorevoli e delle
similitudini con l’ area del Velino, per la quale si è passati dalla
liberazione dei primi esemplari, sei anni fa, alla situazione attuale
che ha visto la creazione di tre colonie di grifoni.
Si può affermare che, visto anche l’ interscambio di individui fra le
varie colonie, che gli animali si sono inseririti molto bene nel
contesto ecologico ed ambientale e, per quanto concerne l’ incremento
delle colonie nell’ anno 2000, si è ottenuto un buon successo
riproduttivo con l’ involamento di sei giovani grifoni.
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