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UN'ABBUFFATA DI MEZZA ESTATE (agosto
2005)
Loreto
prepara, da bravo fuochista la
brace per fare una griglia ben mista di
carne di manzo, salsicce e castrato. Che
ognuno si abbuffi e che Dio sia lodato!
Arriva
la carne da fare alla brace, oppure
al caldaio, secondo a chi piace; la
legna non manca, la fame nemmeno, fra
un po’ sentiremo lo stomaco pieno.
Loreto
condisce ed esalta i sapori di
buone bistecche, salsicce e braciole, ma
quelle che vedi non sono le sóle,
graticole
grosse ce n’erano un paio, e
c’era la pecora dentro il caldaio, con
sale e con pepe e con rosmarino, e
bene innaffiata con olio e con vino.
chè
solo la carne a questi non basta. Per
chiudere bene un’ottima estate ci
vuole un bel piatto di penne rigate.
qualcuno
c’ha un dubbio: “sarà sufficiente?” “ma
certo, sicuro, c’è pure il prosciutto, c’è
pure il formaggio coi vermi,... c’è tutto!”
Ed
eccola pronta, l’odore è invitante, scolata
da un grosso caldaio fumante, condita
alla svelta in un grande catino con
pepe, pancetta e poi pecorino.
Ma ancora non basta, sul fuoco rimasto si getta altra roba a concludere il pasto; per fare il finale di un pranzo coi fiocchi si fanno alla brace un po’ di “mazzocchi”.
Difronte a un cocomero rosso e rotondo io dico che questi non hanno più fondo. Qui Stefano e Lello, da bravi compari si son sistemati così, a piedi pari.
Fiorillo è già pieno, la roba era molta; Barabba ha finito, si ferma ed ascolta; Gerardo gli esprime la grande goduria che prova mangiando una fetta di anguria.
Loreto con Stefano, ben soddisfatti, son già preparati a raccogliere i piatti; Gerardo però non è ancora satollo, di quel ben di Dio ne avrà fino al collo.
Si gettan gli avanzi ed infine si spiccia, qualcuno dà fondo a una mezza salsiccia, si scola quel vino che gli era avanzato; si fuma e si parla del proprio passato.
Qualcuno racconta di quando bambino, finita la scuola, divenne "biscino", la vita che fecero tanti ragazzi, lontani da casa, tra pecore e stazzi.
Qualcuno ha ricordi di guerra e di fame oppure di muli, vetture e legname, di quando decise di fare il tassista, restando nel ramo trasporti, da autista.
è un vecchio ricordo che ormai non lo lascia: tornando al paese, ricinge la fascia del vecchio mularo che mostra agli amici la forza tenace di salde radici. Gerardo Rosci |